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Caso d'uso

Modello 231 e sicurezza sul lavoro: verificare l'art. 30 punto per punto

Il modello 231 per la sicurezza sul lavoro deve reggere alla prova di un infortunio grave: il giudice guarda se era efficacemente attuato, non se esisteva sulla carta. Con Next-OS fai la gap analysis tra procedure, DVR, registrazioni e requisiti dell'art. 30 del d.lgs. 81/2008, con le fonti citate, e prepari il report per l'Organismo di vigilanza.

Aggiornato al 21 ottobre 20266 min di lettura

Il problema: il modello 231 sulla sicurezza sul lavoro regge a un infortunio?

Il modello organizzativo 231 per la sicurezza è il modello di organizzazione e gestione che, se adottato ed efficacemente attuato secondo l'art. 30 del d.lgs. 81/2008, può avere efficacia esimente per l'ente nei reati di omicidio colposo e lesioni colpose gravi o gravissime dell'art. 25-septies del d.lgs. 231/2001.

Molte aziende hanno un modello 231 con una parte speciale sulla sicurezza scritta anni fa e un sistema di gestione certificato che vive di vita propria. Il rischio emerge quando succede un infortunio grave: il giudice valuta se il modello era efficacemente attuato, non se esisteva sulla carta.

Art. 30 del d.lgs. 81/2008: gli obblighi da coprire

L'art. 30, comma 1, del d.lgs. 81/2008 indica gli obblighi che il sistema aziendale deve assicurare. Per ciascuno, ecco cosa cerca un auditor:

Art. 30, c. 1 Obbligo Evidenze tipiche
lett. a Standard tecnico-strutturali di attrezzature, impianti, luoghi, agenti Verifiche periodiche, manutenzioni, conformità
lett. b Valutazione dei rischi e misure DVR con data certa, aggiornamenti
lett. c Emergenze, primo soccorso, appalti, riunioni, consultazione RLS Piani di emergenza, DUVRI, verbali
lett. d Sorveglianza sanitaria Protocollo, giudizi di idoneità
lett. e Informazione e formazione Attestati, registri, verifiche di efficacia
lett. f Vigilanza su procedure e istruzioni Report dei preposti, ispezioni interne
lett. g Documentazione e certificazioni obbligatorie Archivio, scadenze
lett. h Verifiche periodiche su applicazione ed efficacia Audit, riesami

Servono poi sistemi di registrazione (comma 2), un'articolazione di funzioni con competenze e poteri e un sistema disciplinare (comma 3), un sistema di controllo con riesame quando emergono violazioni significative o cambiano organizzazione e tecnologia (comma 4).

ISO 45001 e modello 231 per la sicurezza sul lavoro

Il comma 5, come modificato dal DL 159/2025, prevede che in sede di prima applicazione i modelli conformi alle Linee guida UNI-INAIL del 28 settembre 2001 o alla UNI EN ISO 45001:2023+A1:2024 si presumano conformi per le parti corrispondenti. Per le piccole e medie imprese il comma 5-bis rinvia a procedure semplificate.

Le conseguenze per l'ente sono pesanti: per l'omicidio colposo commesso con violazione dell'art. 55, comma 2, la sanzione pecuniaria è di 1.000 quote, a cui si aggiungono sanzioni interdittive da tre mesi a un anno (art. 25-septies d.lgs. 231/2001).

Gap analysis del modello 231 per la sicurezza sul lavoro con Next-OS

La gap analysis del modello 231 sulla sicurezza con Next-OS segue la struttura dell'art. 30.

Carichi modello, procedure e registrazioni

Parte speciale del modello, manuale del sistema di gestione, procedure operative, DVR, verbali della riunione periodica, report di audit. Con il piano Enterprise li conservi in un Next Drive dedicato a normativa interna, policy e procedure, condiviso tra HSE, legale e compliance.

Confronti requisito per requisito

Chiedi a Next-OS di verificare, per ogni lettera dell'art. 30, comma 1, se esistono una procedura e una registrazione che la coprono. Ottieni una tabella con i riscontri, i punti scoperti e le fonti citate.

Segui l'evoluzione delle norme

Quando una norma cambia, Next-OS confronta le versioni del testo e mostra le modifiche evidenziate, come la nuova formulazione dell'art. 30, comma 5. Nel piano Enterprise il Regulatory Monitoring invia alert quotidiani personalizzati sulle fonti che ti interessano.

Prepari il report per l'Organismo di vigilanza

Chiedi una bozza di relazione con lacune, priorità e azioni proposte. Esporti in docx e rivedi con l'OdV e il legale.

Un esempio di modello 231: PMI manifatturiera certificata ISO 45001

Scenario: una PMI metalmeccanica ha la certificazione ISO 45001 e un modello 231 approvato dal consiglio di amministrazione. L'OdV chiede all'HSE manager se la certificazione basta a coprire la parte sicurezza.

La domanda a Next-OS: "Ho caricato il modello 231, il manuale ISO 45001 e le procedure. La certificazione basta per l'efficacia esimente? Dove sono le lacune rispetto all'art. 30?"

Cosa ottieni, con le fonti citate:

  • il chiarimento che la presunzione del comma 5 vale per le parti corrispondenti e non sostituisce la verifica dell'efficace attuazione;
  • il richiamo agli elementi tipici del modello 231 che una certificazione non copre da sola, come il sistema disciplinare e i flussi verso l'Organismo di vigilanza;
  • una tabella di confronto tra le otto lettere del comma 1 e le procedure caricate;
  • la bozza di una nota per l'OdV con le azioni proposte.

Cosa verificare sempre nel modello 231 per la sicurezza sul lavoro

La gap analysis è un punto di partenza. Prima di chiuderla:

  1. Coinvolgi l'Organismo di vigilanza e il legale: l'aggiornamento del modello è una decisione dell'organo dirigente.
  2. Controlla le registrazioni reali, non solo le procedure: è lì che si misura l'efficace attuazione.
  3. Allinea DVR, DUVRI e formazione con il modello, partendo dall'aggiornamento del DVR.
  4. Programma il riesame dopo ogni infortunio grave o cambiamento organizzativo, come richiede l'art. 30, comma 4: il flusso operativo è nella pagina sulla gestione degli infortuni sul lavoro.
  5. Considera i nuovi rischi, inclusi i sistemi di AI che incidono sull'organizzazione del lavoro.

Il quadro completo degli usi di Next-OS per il servizio di prevenzione è nella pagina sull'AI per HSE manager e RSPP.

Altre domande da provare

Domande reali del lavoro di tutti i giorni. Ognuna apre Next-OS con la domanda già scritta: rispondono le fonti, con i riferimenti da verificare.

Domande frequenti

La certificazione ISO 45001 basta per il modello 231?

Non da sola. L'art. 30, comma 5, del d.lgs. 81/2008 prevede che, in sede di prima applicazione, i modelli conformi alla UNI EN ISO 45001:2023+A1:2024 o alle Linee guida UNI-INAIL del 2001 si presumano conformi per le parti corrispondenti. Restano da dimostrare l'efficace attuazione, il sistema disciplinare e i controlli dell'Organismo di vigilanza.

Quali reati sulla sicurezza fanno scattare la responsabilità 231?

L'art. 25-septies del d.lgs. 231/2001 riguarda l'omicidio colposo e le lesioni colpose gravi o gravissime commessi con violazione delle norme sulla tutela della salute e sicurezza sul lavoro. Le sanzioni pecuniarie vanno da fino a 250 quote per le lesioni a 1.000 quote per l'omicidio con violazione dell'art. 55, comma 2, del d.lgs. 81/2008, oltre alle sanzioni interdittive.

Quando va riesaminato il modello 231 sulla sicurezza sul lavoro?

L'art. 30, comma 4, del d.lgs. 81/2008 impone il riesame e l'eventuale modifica del modello quando emergono violazioni significative delle norme sulla prevenzione degli infortuni e sull'igiene del lavoro, oppure in occasione di mutamenti nell'organizzazione e nell'attività in relazione al progresso scientifico e tecnologico. Un infortunio grave è quasi sempre un buon motivo per riesaminarlo.

Fonti

  1. D.lgs. 9 aprile 2008, n. 81, art. 30 (Normattiva)
  2. D.lgs. 8 giugno 2001, n. 231 (Normattiva)

La gap analysis del modello 231, articolo per articolo

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